Il VERO standard del… Rottweiler

  • By marzia 
  • 2759 giorni ago  
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rot

di Valeria Rossi

tratto da Ti presento il Cane

ASPETTO GENERALE: è un cane da medio-grande a grande, robusto, compatto e potente, evocante grande forza, elasticità e resistenza. Esiste in numerosissime varietà, tra le quali citiamo solo le più diffuse, come il Rockweiler (cane musicale), il  Rozzweiler (cane grossolano), il Ruttweiler (cane maleducato che non sa contenersi dopo i pasti), il Rottwiller (cane del noto Tex), il Rossweiler (cane comunista), il Rottwater (cane “che è proprio un cesso”, molto citato dagli altri allevatori) e il Rottaimer (cane per cui sono previsti incentivi se lo dai indietro in cambio di uno nuovo).
Molto noti  il rottveiler e il rottueiler  (cani che vengono letti come si scrivono, con due diverse interpretazioni della “w”).
Il Ronfailer (cane che russa  rumorosamente) l’ho sentito nominare una volta sola, ma sto ancora ridendo adesso.

COMPORTAMENTO E CARATTERE: secondo lo Standard (e anche secondo il tedesco medio) “discende da stirpe socievole e pacifica” (infatti i suoi antenati erano bovari, NdR) e “per natura ama i bambini”.  Secondo l’italiano medio discende da misteriosi cani killer (ammesso e non concesso che non sia stato “creato in laboratorio” dal dottor Rottfrankenstein) e i bambini  li ama molto, ja:  ma polliti, con la zalza verde.
Lo Standard lo definisce “obbediente, addestrabile e amante del lavoro”: secondo l’italiano medio viene addestrato esclusivamente ad inseguire ed abbattere povere vittime ignare e il lavoro che ama di più è sbranare le suddette vittime,  farle a pezzettini e nasconderle in giardino come fa Pluto con l’osso.
Il rottweiler è per l’italiano medio ciò che i comunisti sono per Berlusconi.
E proprio come dice Berlusconi, “è tutta colpa dei giornali”.
Solo che nel caso del rottweiler è vero.
I giornalisti, quando gli arriva la notizia di un cane che ha morso un ragazzotto sui 15-16 anni, non si sognano MAI di chiedersi  cosa e perché sia successo. Chiedono solo quant’era grosso il cane, e di che colore era. Se era piccoletto, pensano “merda” e lo schiaffano in merdesima pagina.
Se era grosso, pensano “Evvaiiii!” e, se era fulvo, bianco o pezzato, lo sbattono in prima pagina col titolo “Pit bull impazzito sbrana bambino” (sotto i  35 anni sono tutti “bambini”, sopra i  41 sono tutti “anziani”: fa più scena e soprattutto fa più kanekillerkattivissimo).
Se invece era nero o nero-focato (ma anche marrone o grigio, a volte), lo sbattono in prima pagina col titolo “Rottweiler impazzito sbrana bambino”.
L’importante è che sia impazzito, perché i giornalisti non concepiscono proprio che un cane possa mordere anche senza dare i numeri: il che dovrebbe rendere evidente che i numeri li danno loro. Ma l’italiano medio non lo sa e crede ai giornali (non stupiamoci:  l’italiano medio crede pure a Berlusconi).

In realtà il rott (se correttamente allevato, educato e socializzato…e se non avete intenzione di badare a tutto ciò siete dei deficienti che non dovrebbero MAI avere cani superiori ai 3 kg)  è un amabile cagnone che non sbrana mai nessuno (tantomeno i bambini, che adora), a meno che uno non sia entrato in casa sua senza permesso, o non abbia alzato le mani sui suoi umani, o non l’abbia sfidato in qualche modo, o non gli abbia fatto girare le palle.
Insomma, è un cane da difesa, cacchio volete?
Se vi piacciono i peluchoni da parchetto che vanno d’accordo con tutti e fanno le feste a tutti, compratevi un labrador.
Il rott è un cane che sa che quello vuole.
E di solito se lo prende.
La sua cattiva fama è dovuta soprattutto al fatto che non conosce le mezze misure, ma soprattutto non sa prendere le misure: se vuole la pallina, non è escluso che si prenda anche tutta la mano che la teneva. O magari mezzo braccio. Ma non è che lo faccia apposta.
Se ha caldo (ovvero: sempre)  e vuole raggiungere quella bella pozzanghera limacciosa dall’aria così fresca, qualora il suo umano si metta in mezzo gridando: “Noooo, che ti infanghi tuuuutt….” ,  prima che la frase sia finita il cane è già sdraiato nella pozzanghera limacciosa con aria sognante,  mentre  l’umano è sdraiato un filino più in là con impronte di cane sulla pancia. Se si rialza e urla una serie di improperi, due minuti dopo avrà ulteriori impronte (limacciose) di cane sul petto, perché il rott pensa che lui voglia giocare un po’ alla lotta e che stia urlando per darsi la carica.

SE per caso (quasi mai, NdR) il rott capisce che invece l’umano sta urlando perché è incavolato con lui, è in grado di sfoderare una vera compilation di facce mortificatissime da cane ENPA che fanno sbollire all’istante le ire dell’umano, facendogli venir voglia di precipitarsi a consolarlo.
A quel punto, per dimostrarti quanto è felice che tu l’abbia perdonato, il rott ti stampa altre due zampate limacciose sulle spalle e come dimostrazione di affetto aggiuntiva ti pianta la lingua in bocca.

NOTA: il rott non sbava praticamente MAI.
Tranne quando ti pianta la lingua in bocca.

Il rott  è un cane coraggiosissimo, temerario, che non teme niente e nessuno.

Ho scritto che il rott è un cane da difesa: ed è vero che è nato con quello scopo lì… ma è anche vero che “guardia” e “difesa”, nell’anno di grazia 2011, sono concetti un po’  superati.

Nessun ladro decente si fa più fermare da un cane se decide di entrare in casa vostra: al massimo il rott può servire da deterrente per delinquentucoli di serie B.
Quanto alla “difesa”…dipende. Le signore che abitano in quartieri poco rassicuranti e che hanno paura di uscire la sera, con un rott al guinzaglio potranno andare in giro anche all’una di notte in topless e minigonna giropassera: nessuno si sognerà MAI di stuprarle.
Chi però rischia di avere a che fare con gente armata e pericolosa,  col cane risolve poco: perché la gente armata, al cane, perlappunto gli spara.  Meglio munirsi di body-guard a due zampe, che con le altre due possono maneggiare a loro volta una pistola.

Ma allora, a che serve un rott?
A fare sport!,  dicono trionfanti gli allevatori.
Peccato che praticamente nessuno sport sia stato pensato “a misura di rottweiler”: o forse sono le misure del rottweiler che non sono adatte a nessuno sport.
In agility arriva mezz’ora dopo il più sciancato dei border, sempre che non si rompa prima un legamento.
Se fa disc dog si rompe sicuramente almeno un paio di legamenti al giorno.

In obedience, dopo che gli hai chiesto tre volte di cambiare posizione, ti guarda come per dire “insomma, devo stare seduto, a terra o in piedi? Intanto che ti decidi, io aspetto stando svaccato a ranocchio, che fa caldo” (punteggio: -10).
Viene molto impiegato in UD, un po’ per mancanze di alternative e un po’ perché è bravissimo negli attacchi; ma in obbedienza, ogni volta che deve fare un riporto o una palizzata, il cuore del conduttore va fuori giri, perché non sa mai se il cane atterrerà tutto intero o se gli salterà un legamento.
In pista il Rott va da dio, purché non faccia troppo caldo, nel qual caso è altamente probabile che si diriga sparato non verso l’oggetto da segnalare, ma verso la più vicina pozzanghera limacciosa (che non segnala, ma nella quale si spancia direttamente).
Insomma, la verità è che un rottweiler non serve assolutamente a niente.
Però chi ne ha avuto uno, non si sa perché, se ne prende sempre un altro, e poi un altro, e un altro ancora.
E se gli chiedi perché, ti risponde che il rottweiler è TUTTO.

TESTA: immane. Il suo non è un cranio, è la cabina di un TIR. Quando ti arriva addosso per farti le feste, ha anche lo stesso effetto di una cabina di TIR che ti investa a sessanta all’ora.
NOTA: il proprietario di rott di peso inferiore ai 102 chili è caldamente invitato ad appoggiarsi a un muro quando il cane arriva per fargli le feste. Si potrebbe pensare che basti insegnargli a non saltare addosso, ma è una pia illusione: il rott a cui è stato insegnato a non saltare addosso festeggia gli umani strusciandoglisi contro le gambe come un gatto. Solo che il gatto pesa tre chili e il rott cinquantasei.
Ergo: se non sei appoggiato a un muro, ti stende anche facendoti le feste a struscio.

MUSO: non deve essere né lungo, né corto rispetto al cranio. Lo Standard non dice altro.
L’esperienza ci dice che ha la consistenza dell’acciaio inox e la potenza di un martello pneumatico. Quando il rott ti dà una musatina per dirti “ehi, mi passi un bocconcino?” o “ehi, mi fai una coccola?”, ti apre una voragine in una gamba.
L’80% delle persone che vanno al Pronto Soccorso dicendo di essere state aggredite da un rottweiler sono state in realtà salutate con  un delicato colpetto di muso.

DENTATURA: indubbiamente, ce l’ha.
Secondo lo Standard: completa, robusta, con chiusura a forbice.
Secondo l’italiano medio andrebbe completamente estirpata dalla bocca di ogni rottweiler.
Secondo il proprietario medio di rottweiler,  andrebbe più che altro estirpata dalla bocca di ogni cucciolo di rott.
Che in realtà, povero tato, fa quello che fanno tutti i cuccioli del mondo: rosicchia. Solo che, se il cucciolo medio ti fa fuori una ciabatta, il piccolo rott si mangia direttamente la scarpiera (con tutto il contenuto).
Se il cucciolo medio ti ruba la bistecca dal tavolo, il cucciolo di rott si porta via direttamente il tavolo.
Ovviamente la soluzione è comoda e pratica: basta educarlo. Basta dirgli “no, questo non si mangia!” e lui smetterà immediatamente di rosicchiare il tavolo.
Per passare a mangiarsi la lavastoviglie.
NOTA: per evitare che un rott si mangi la lavastoviglie c’è un metodo infallibile: lasciare il portello socchiuso. A quel punto lui passerà in washing mode, spalancherà il portello e leccherà tutti i piatti e le pentole con tale accuratezza, e lasciandoli così brillanti e splendenti, che potrete direttamente togliergli dalla lavastoviglie e rimetterli a posto (con notevole risparmio di acqua e di corrente).

OCCHI: medio-grandi, a mandorla, di colore scuro, dolci ed amichevoli quando il cane ha voglia di giocare o di prendere coccole (praticamente sempre); con espressione di superiorità, stile “come me la tiro io non se la tira nessuno”, quando è in expo o in mezzo ad altri cani; estasiati e con espressione di pura beatitudine quando si sdraia nelle pozzanghere limacciose.
Quando fissa un estraneo l’espressione diventa dura, lo sguardo fisso, e l’estraneo pensa:  “Ecco, sta meditando di mordermi”.
In realtà il cane sta pensando: “Questo qui avrà una bistecca, o magari una pallina in tasca?”.
Perché i pensieri del rott sono, in media, così suddivisi: 90% rivolto al cibo, 8% rivolto al gioco, 1% rivolto all’idea di litigare con un altro cane (nei maschi: alle femmine non ne può frega’ de meno), 1% rivolto all’ “uff, che caldo: vediamo di trovare un fiume, un lago o almeno una bella pozzanghera”.
E i  pensieri mordaci/omicidi?
Non ce li ha. Non gli passano proprio per la testa.
Solo nel momento in cui qualcuno fa qualcosa di sommamente sbagliato gli viene in mente un 100% di “leviamoci un po’ di torno questo rompipalle”.
Allora fa ROARRRRR stile leone nella savana, il rompipalle si dilegua e lui torna ai suoi normali pensieri di “quando si mangia? – quando si gioca?”.
Se il ROARRRR non è sufficiente a far dileguare il rompipalle, significa che il rompipalle è anche un emerito cretino. E se si prende un morso, se l’è cercata.

ORECCHIE: medio-grandi, pendenti, triangolari: quando il cane sente un rumore strano vengono proiettate in avanti, mentre la testa si piega di lato con irresistibile effetto-pagliaccio.

COLLO: potente, non troppo lungo ma di larghezza smisurata. Nessun collare al mondo gli va mai bene, anche perché i proprietari si ostinano a continuare a cercarli nei pet shop anziché recarsi nel posto giusto: gli autoaccessori, che vendono catene per camion. Quelle vanno bene.
(No, vabbe’, tutta la ruota è un po’ troppo).

TRONCO: di peso variabile. Sulla bilancia il cane risulta pesare una cinquantina di chili, testa compresa (che in realtà ne pesa una quarantina da sola, come si può agevolmente capire quando te la posa sulle ginocchia); però pesa almeno 120 kg quando ti si siede in braccio (convinto com’è di essere un cane da grembo), o quando ti sale sui piedi (NOTA: MAI indossare sandali, infradito & affini se si possiede un rottweiler. Se è maschio, caldamente consigliate le scarpe antinfortunistiche).
Quando cerchi di spostarlo dal divano, il peso sale a 150 kg circa. 180  se provi a farlo scendere dal letto.

Se salta in macchina anziché salire con calma, sfonda direttamente il pianale.
Se lo metti sui sedili posteriori abbatte lo schienale davanti perché vuole sedersi vicino a te: difficile spiegargli che la legge non lo consente, meglio usare un vari kennel (misura: XXXXXL).
NOTA: il rott è un molossoide, e come tale appiccica.
La distanza ideale tra il tronco di un rott e le gambe del suo umano, secondo il cane, è di 0,00 mm. La distanza ideale tra la testa di un rott e la faccia del suo umano è di circa 10 cm (la lunghezza della lingua, che ti stampa in bocca).
Se preferiamo distanze leggermente superiori, dobbiamo spiegarglielo: ma con molta delicatezza e tatto, altrimenti ci resta malissimo e fa la faccia da cane ENPA.

ARTI:
forti, robusti e composti al 99% da legamenti sempre in procinto di rompersi, specie nei cani grassi. Purtroppo i cani grassi sono la stragrande maggioranza, perché l’umano di rottweiler medio crede che “cane grasso” e “cane grosso” siano sinonimi (purtroppo lo credono anche molti giudici, cosicché quando osservi il ring dei rott non sai più se stai a un’expo canina o alla fiera della vacca da latte:  riesci a distinguere solo perché i rott non hanno le corna).

CODA: un tempo veniva tagliata: ora che viene lasciata integra si è scoperto che il rottweiler ha una coda bellissima. I primi tempi sembravano buffi i cani con la coda: ora quelli amputati sembrano monchi, a dimostrazione del fatto che si può fare l’occhio a tutto e che continuare ad amputare pezzi di cani (come avviene ancora in altre razze) è una somma stronzata.
La coda del rottweiler è relativamente corta, il che non le impedisce di poter abbattere in un colpo solo un intero servizio da caffé se siete così scemi da lasciarlo sul tavolino del salotto quando il cane è in casa.

MANTELLO: nero focato, formato da pelo e sottopelo. Morbido e vellutato quando il cane è in perfetta forma, diventa forforoso e squamoso se solo ti azzardi a cambiare marca di crocchette o se iscrivi il cane al raduno più importante dell’anno. Inutile tornare alla marca di crocchette precedente: essendo nuovamente un cambio causerebbe un nuovo sconvolgimento organico con tonnellate di forfora e magari un bel cagotto aggiuntivo (solitamente della forma e delle dimensioni della piramide di Cheope).
Utilissimo, invece, aspettare la data del raduno più importante dell’anno: passata quella, il pelo torna praticamente di velluto.
NOTA: l’iscrizione al raduno più importante dell’anno, nelle femmine, comporta invece l’immediata regolazione dell’orologio ormonale in modo che possano andare in calore esattamente in quei giorni lì.
MAI farsi vedere da una femmina mentre si compila il modulo di iscrizione.

MOVIMENTO: l’andatura è armoniosa, sicura, potente e sciolta con buona falcata.
Il  rottweiler è un trottatore.Tranne quando galoppa.
NOTA: per correre incontro agli umani a fargli le feste, galoppa sempre.
NOTA 2: il rottweiler è assolutamente sprovvisto di freni.

DIFETTI: ad ulteriore dimostrazione del fatto che gli Standard tedeschi vengano sempre e solo compilati all’Oktoberfest, tra i difetti da squalifica del rottweiler compare il termine  “malvagio”.
Qualcuno ci dovrebbe spiegare come fa un cane, ovviamente sprovvisto di senso morale, ad essere “malvagio”.
Forse  i signori che hanno redatto lo Standard intendevano “cani aggressivi e mordaci senza un preciso motivo”: e vale la pena di far notare all’italiano medio che questo è, appunto, un difetto da squalifica (e non è il normale comportamento del rottweiler, come pensa lui).
C’è da aggiungere, però, che un rott bene allevato e bene educato non è MAI inutilmente aggressivo e mordace. Anzi, è capace di una tenerezza quasi commovente.
Se  un cane diventa “malvagio”, quello da squalificare sarebbe il padrone, che probabilmente l’ha aizzato contro tutto e tutti fin dalla più tenera età nel tentativo di procurarsi un cane “da paura“.
Ma quello che in effetti abbiamo, in questi casi, è un umano “da galera“.