L'ALLEVATORE CINOFILO

  • By marzia 
  • 1934 giorni ago  
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9 gg (2)

 

Vista la confusione in materia, è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza sulla figura dell’allevatore cinofilo.

Sui siti di annunci si vedono spesso allevatori che spuntano come i funghi ma che come tali poi marciscono velocemente.

Il Italia, l’allevatore cinofilo è colui che producendo un certo numero di cuccioli e avendo un certo numero di fattrici, che iscritto alla Camera di Commercio ( quindi in possesso di partita Iva) e con le autorizzazioni ASL e Coldiretti, diventa un Imprenditore Agricolo Professionale quindi una figura riconosciuta in agricoltura.

Colui che ha l’affisso ENCI FCI e fa una o due cucciolata all’anno   non è un allevatore. E’ un privato con affisso punto.

L’aggettivo “ amatoriale” che molte persone usano facendo credere di essere in regola, si illudono e illudono gli ignari acquirenti di esserlo, in realtà non lo sono.

A differenza di qualche anno fa, dove per ottenere l’affisso dovevi veramente lavorare sodo e produrre un certo numero di cani, conseguire risultati importanti  ecc….. oggi l’ENCI ha semplificato di parecchio le procedure, così, pagando la quota e avendo due femmine che hanno prodotto due cucciolate nella loro vita, ogni PRIVATO e ribadisco PRIVATO prende l’affisso e si sente in dovere di autodefinirsi allevatore amatoriale. Attenzione non è così. State comunque comprando un cane da persona privata anche se ha affisso , e non da un allevatore professionale. Il che ha delle differenze molto importanti.

Forse qualcuno si chiederà che differenza c’è. Sicuramente per non prendere in giro le persone, la vendita di un cucciolo deve essere effettuata con un contratto seguito da fattura di vendita solo in questo modo il contratto ha validità ( da entrambe le parti) altrimenti due righe su un foglietto sono carta da accendere il camino. Perché vendere i cani senza fattura o ricevuta fiscale, è evasione fiscale, sia per chi vende che per chi acquista. In secundis, perché in Italia NON esiste l’allevamento di cani amatoriale, non esiste come figura ne commerciale, ne agricola. E’ un nomignolo inventato per “ fare colpo” sull’ignaro neofita. Esiste l’imprenditore agricolo professionale , che DEVE avere un certo numero di fattrici, che deve produrre un certo numero di cuccioli, che deve dare delle garanzie, che deve sottoscrivere protocolli deontologici, che deve lavorare SERIAMENTE e non improvvisarsi allevatore con un paio di cani e l’affissetto come secondo lavoro, per arrotondare ( abusivamente) lo stipendio.
Allora prima di acquistare un cucciolo, informatevi bene e ricordatevi le autorizzazioni che dovete chiedere di vedere e soprattutto chiedete la ricevuta fiscale o la fattura che vi servirà per comprovare l'acquisto, in caso di lamentele.

E bene ricordare che non esiste allevamento amatoriale, è un aggettivo messo li per cercare di illudere le persone facendo credere di rispettare le regole ma non è così, perché o facciamo l'Allevatore con tutte le noie che il mestiere comporta o siamo dei passionisti con tutte le rimesse che ciò comporta; per l’ASL se non sei un allevatore professionale sei un privato anche se possiedi affisso Enci quindi  i cuccioli li devi regalare, la legge parla chiaro, oppure nel caso in cui si ottenesse reddito positivo il privato è tenuto a dichiararlo come "attività commerciale esercitata occasionalmente" ed a iscriversi al Registro Allevatori ASL e rilasciare regolare ricevuta fiscale. Questo perché legalmente, un privato non potrebbe fruttare un guadagno quindi dovrebbe regalare i cuccioli e non venderli alle stesse cifre di coloro che ci pagano le tasse nascondendosi dietro all’aggettivo amatoriale ( che ripeto non esiste).
Molte persone pensano che tutto ciò sia solo un optional, è bene che si ricredano e che imparino a comportarsi in modo civile e trasparente e non in modo ingannevole verso dei clienti ignari di tutto ciò.
Allevare nel completo rispetto dei nostri cani richiede inevitabilmente dedizione 24 ore su 24, Natale e Pasqua, rinuncia alle vacanzine al mare o in montagna perché allevare non è un secondo lavoro o un arrotondamento, è un lavoro di 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno;  i sabati e le domeniche sono come il giovedì o il lunedì e oltre ciò allevare come si deve necessita di ampi spazi, prati, il contatto quotidiano con gli elementi della natura che ci circondano e quant' altro offre la natura stessa e questo non lo si trova nel giardinetto di casa o nel balcone o terrazzo che sia, chi seleziona con serietà ha bisogno di un gran numero di cani quindi di un grande spazio dove farli vivere, non si fa selezione possedendo 2 o 3 cani o usando lo “stallone” dell’amico o facendo qualche primo e secondo posto alle Nazionali così facendo non si fa selezione ma solo riproduzione ( a livelli mediocri ) e ahimè molto spesso per motivi puramente commerciali  senza salvaguardare le razze canine. Razze canine che invece necessitano di protocolli medici ampi per escludere malattie genetiche, che necessitano di persone esperte che conoscono a fondo le linee genetiche per poter effettuare accoppiamenti sicuri e che producano cuccioli forti e sani, come nel caso del bouledogue franacese possa escludere tutte quelle patologie legate alle forme allergiche, asmatiche, e di intolleranze alimentari, ma come per questa razza in tutte le razze è obbligo dell'allevatore poter dare più garanzie possibili sulla salute dei cuccioli, per una miglior loro vita e dei futuri acquirenti. Ma colui che fa qualche cucciolata tanto per fare come può garantire tutto cio?