VACCINAZIONI, SI MA NON ESAGERIAMO!!!!!

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3 errori nella vaccinazione dei cuccioli: troppo presto, troppo spesso, troppo.


Nel gennaio 2010, l’allevatrice Cindy Williams si stava godendo la sua cucciolata di quattro bei Terranova. I cuccioli erano grandi e forti e, ad 8 e ½ settimane, furono esaminati dal veterinario prima di partire per le loro nuove case. Furono sottoposti al controllo di routine che comprende la visita sullo stato generale, l’inserimento del chip e la prima vaccinazione. Tutti i cuccioli superarono brillantemente l’esame.
Dieci giorni dopo, una cucciola, Gracie, iniziò a mostrare meno interesse per il cibo, e di seguito vomito e diarrea. Ben presto, uno dei suoi fratellini mostrò gli stessi sintomi. Durante la notte, Cindy notò degli strani spasmi muscolari intorno alla testa e alla bocca di Gracie. La prima cosa che fece, il giorno dopo, fu di portarla alla clinica veterinaria.
In clinica a Gracie furono somministrati liquidi, steroidi e antibiotici via endovena – oltre al valium per calmare gli spasmi. Tuttavia la cura non sortì alcun effetto. Più tardi, in serata, Cindy scoprì con orrore che anche il fratellino di Gracie, Doc, aveva iniziato ad avere degli spasmi. Nel frattempo, Gracie stava avendo dei continui attacchi che non rispondevano a nessuna medicina.
Il pomeriggio successivo, Doc fu visitato da uno specialista neurologo che dichiarò che Doc stava combattendo la stessa battaglia di Gracie. Alla fine della giornata, entrambi i cuccioli stavano soffrendo terribilmente e Cindy decise di farli addormentare. Richiese l’autopsia, poiché era preoccupata per gli altri suoi cuccioli che aveva a casa.
I risultati dell’autopsia confermarono che i cuccioli avevano il cimurro.
Cindy era sorpresa: la mamma dei cuccioli era vaccinata, nella sua proprietà non c’erano cani non vaccinati e nessun focolaio nella sua comunità. Anche la gestione dei cuccioli fu tenuta sotto controllo e Cindy sorvegliava i cuccioli quando erano fuori, così da essere sicura che i procioni non entrassero in quella zona. Cindy iniziò a parlare con immunologi veterinari, e scoprì che era possibile che il vaccino che aveva fatto ai cuccioli, un vaccino polivalente vivo modificato (Da2PP – cimurro, adenovirus, parvo virus e parainfluenza) si sarebbe potuto “risvegliare” nei suo cuccioli e che si erano ammalati proprio della malattia che lei stava cercando di contrastare con il vaccino. Non sapeva come proseguire, oltre che riportare tutto ciò al produttore del vaccino e alla CIFA, il dipartimento canadese di biologia veterinaria.
Cindy tenne con sé i due restanti cuccioli e li vaccinò all’età di 14 settimane con un vaccino ricombinante e, per fortuna, non ebbero altri problemi. Poi, quasi due anni dopo, Cindy ricevette una telefonata – stava succedendo di nuovo.
Bastian e Bella erano due bei cuccioli di Terranova che Jeannette Many Horses aveva avuto il piacere di accogliere a casa sua il 7 gennaio 2012. Questi due cuccioli erano di un’allevatrice scrupolosa con 40 anni di esperienza e che, come Cindy, aveva fatto le sue ricerche, allevava i suoi cani con la dieta a crudo e li vaccinava il minimo possibile. Bastian e Bella erano stati vaccinati con un vaccino polivalente ricombinante a casa dell’allevatrice, quindi partivano per le loro nuove case.
Bastian e Bella erano il ritratto della salute quando saltellarono per la prima volta tra le braccia di Jeannette. Crescevano e diventavano grandi e Jeannette pensò che era venuto il momento della loro seconda dose di vaccini. Il 20 gennaio, i cuccioli furono portati alla clinica veterinaria per un controllo e per le vaccinazioni – una combinazione di vaccini da diversi produttori ma con gli stessi componenti del vaccino usato da Cindy. Il veterinario di Jeannette aggiunse anche un vaccino monovalente contro il coronavirus.
Il 25 gennaio, cinque giorni dopo la vaccinazione, Bastian e Bella diventarono letargici e le feci erano molto liquide. Quando Jeannette, preoccupata, chiamò la clinica veterinaria, le fu detto che questa non poteva essere una reazione al vaccino, in quanto i cuccioli avrebbero mostrato i sintomi prima. Fu avvertita di non fare niente e che con ogni probabilità la malattia sarebbe passata da sola.
Due giorni dopo, Bastian iniziò ad avere spasmi e ad agitarsi e i suoi attacchi e il suo dolore continuavano senza sosta. Il giorno dopo, il 28 gennaio, Jeannette ricevette una telefonata. Cindy era stata informata della malattia di Bastian e Bella da un altro allevatore e immediatamente contattò Jeannette per raccontarle la sua terribile esperienza. A questo punto, Jeannette decise che sarebbe stato meglio far addormentare Bastian. La mattina del 20 gennaio, anche Bella raggiunse il suo fratellino.
Il giorno dopo, il 31 gennaio, avvenne l’impensabile. Jeannette venne a sapere che anche la sorellina di Bastian e Bella, Sophie, che viveva a diversi stati di distanza, aveva ceduto al cimurro, solo nove giorni dopo la seconda vaccinazione.
Così come Cindy, anche Jeannette sospettò che i suoi cuccioli avessero preso il cimurro dal vaccino. Dopo aver ricevuto i risultati dell’esame autoptico, Jeannette inviò il DNA dei cuccioli alla Michigan State University per un test. I risultati mostrarono una corrispondenza del 100% tra il virus del vaccino e il virus del cimurro trovato nei suoi cuccioli. In altre parole, bastian e Bella sono morti a causa del vaccino – con la certezza del 100%.
Poi arrivò il risultato del test sul DNA di Sophie, in cui si diceva che anche lei era morta a causa del virus del vaccine.
Molti veterinari e proprietari di cani hanno avuto per anni il sospetto che i vaccini vivi modificati avessero la capacità di tornare ad essere virulenti nell’organismo ospite. Tutti questi cinque cuccioli sono morti a causa delle loro vaccinazioni ed erano relativamente immuni alle dosi ricombinanti. Comunque, il semplice passaggio ad un vaccino ricombinante non rende il vaccino innocuo, come vedremo di seguito.

Pagate adesso o pagherete in seguito
Come Cindy e Jeannette, anche Georgia era consapevole del potenziale danno del vaccinare troppo spesso. Tuttavia, Georgia decise di non vaccinare affatto il suo Easy, cucciolo di Alano. Easy era un cucciolo vivace, ma Georgia iniziò a preoccuparsi a causa dei recenti focolai di parvovirus nella sua zona. Decise quindi di titolare Easy quando aveva sei mesi per vedere se era protetto dalla parvo.
Dalle titolazioni, Easy sembrava scoperto per la parvo e Georgia iniziò a dare ascolto al consiglio del veterinario di vaccinarlo. Intraprese quindi quello che le sembrava il cammino più sicuro e vaccinò Easy con un vaccino monovalente solo contro la parvovirosi, dal momento che le sue titolazioni Easy sembrava coperto contro il cimurro. Il vaccino fu inoculato nella zona scapolare di Easy e, tre settimane dopo, Georgia rifece le titolazioni che questa volta risultarono positive. Easy era protetto – almeno dalla parvo.
All’età di 18 mesi, Easy sviluppò un osteosarcoma (cancro alle ossa) nella sua scapola –proprio dove era stato inoculato il vaccino un anno prima. Sei settimane dopo, il dolore era così forte che Georgia aiutò Easy ad andarsene.
Ogni vaccino fatto in ogni momento della vita di un cane può potenzialmente ucciderlo o creargli seri problemi. Se i proprietari di cani vogliono evitare i pericoli legati ai vaccini, allora la scelta migliore sarebbe quella di non vaccinare affatto. Questa è una scelta possibile per molti che scambierebbero volentieri il rischio di danni legati ai vaccini con il rischio di infezioni acute di malattie dei cuccioli.
I proprietari di cani che scelgono di non vaccinare il proprio cane – e i veterinari che sostengono questa pratica – comprendono che il rischio di cimurro è piuttosto basso e che la parvovirosi in cuccioli non vaccinati e in salute è curabile nella maggioranza dei casi. Comprendono anche che i vaccini sono una bomba ad orologeria che possono creare problemi devastanti nell’immediato nei cuccioli come nel caso di Jeannette, o che le conseguenze possono essere più insidiose, come nel caso di Easy.
Se decidete di vaccinare, i rischi legati al vaccino non sono del tutto inevitabili. Ci sono tuttavia delle cose che potete fare per diminuire il rischio di malattia nel vostro cucciolo. La prima cosa da fare è di avere una conoscenza di base del sistema immunitario e di ciò che i vaccini possono e non possono fare.

Vaccinazione o Immunizzazione?

Molte persone – e molti veterinari – possono essere sorpresi dal fatto che vaccinazione e immunizzazione non siano la stessa cosa. Il vostro cane o il vostro cucciolo è perfettamente in grado di immunizzarsi da solo – e una volta creata, questa immunizzazione può durare anche per tutta la vita.
L’immunizzazione acquisita naturalmente è la ragione per cui, non troppo tempo fa, i genitori erano soliti far stare insieme i bambini con la varicella; ed anche la ragione per cui, una volta che i bambini avevano preso la varicella, non l’avrebbero più presa in seguito. L’immunizzazione naturale è la ragione per cui la maggior parte dei cani è sopravvissuta senza vaccinazioni quando la parvovirosi apparve per la prima volta oltre trent’anni fa – e come il ceppo originale della parvo è ancora nell’ambiente ma molto raramente provoca sintomi clinici notevoli nei cani – sebbene non esista alcun vaccino. L’organismo ha un sistema immunitario altamente funzionale che in molti casi lavora in modo eccellente.
I vaccini non immunizzano: sensibilizzano. La loro funzione è di mettere l’organismo di fronte a piccole quantità di malattia, sebbene in modo artificiale, così che il fisico sia capace di diventare immune in un tempo più esatto e prevedibile.
Molti veterinari sono molto attenti nel vaccinare ma sono molto meno attenti all’immunizzazione. La conseguenza è che la maggior parte delle serie di vaccinazioni per cuccioli ha una durata sbagliata, e i vaccini sbagliati vengono fatti in momenti sbagliati e troppo frequentemente. Detto semplicemente, i cuccioli sono vaccinati troppo presto, troppo spesso e con troppi vaccini per volta.
Quando avviene questo, i vaccini sopprimono il sistema immunitario invece di sostenerlo – o in molti casi, essi provocano una iper-stimolazione del sistema immunitario e l’organismo potrebbe attaccare le proprie cellule (malattia autoimmune). È quindi fondamentale che ogni vaccino e ogni cucciolo siano trattati con la massima cautela e che lo scopo finale sia l’immunizzazione e non la vaccinazione.

Troppo presto
Quando i cuccioli sono molto piccoli, sono protetti dalle malattie assumendo il primo latte della madre, chiamato colostro. Questo latte molto ricco contiene gli anticorpi materni contro le malattie infettive che la madre passa ai suoi cuccioli. Il sistema immunitario del cucciolo non è completamente maturo, o attivo, fino ai circa sei mesi d’età, quindi gli anticorpi materni danno ad ogni cucciolo un’immunità passiva.
Quando un cucciolo con una ragionevole quantità di anticorpi materni viene vaccinato, gli anticorpi materni in pratica neutralizzano il vaccino, così come agirebbero contro il vero virus. Gli anticorpi materni contro il cimurro sono abbastanza prevedibili e sono troppo bassi perché il vaccino sia efficace a 8/9 settimane di vita. Nel caso della parvovirosi tuttavia, nella maggior parte dei cuccioli gli anticorpi materni durano molto di più, quindi sarebbe quasi inefficace vaccinare i cuccioli di 8/9 settimane.
In uno studio fatto dalla Vanguard, è stato dimostrato che un vaccino combinato (che in genere contiene il parvovirus, il cimurro e da uno a cinque altri antigeni), fatto a dei cuccioli di sei settimane ha ottenuto solo il 52% della protezione contro la parvovirosi. Ciò significa che il cucciolo ha tutti i rischi del vaccino ma solo metà del potenziale beneficio. A nove settimane di vita, l’88% dei cuccioli esaminati nello studio hanno mostrato una risposta al vaccino. A 12 settimane, il 100% dei cuccioli erano protetti. Alcuni vaccini danno protezione prima o dopo.
Vaccinare i cuccioli sotto le 12 settimane di vita, e sicuramente sotto le 9 settimane di vita, per quel che riguarda la parvovirosi è rischioso senza averne in cambio grossi benefici. Non solo il componente della parvovirosi del vaccino combinato non ha molte probabilità di essere efficace, quanto poi in realtà blocca l’efficacia del componente del cimurro. Inoltre rende il vaccino più pericoloso, perché più è alto il numero degli antigeni contenuti nel vaccino, maggiore è il rischio di malattie autoimmuni (comprese allergie, problemi articolari e cancro).
Inoltre, sono anni che molti veterinari non vedono un caso di cimurro, il che fa sorgere una domanda: perché spingere così tanto a vaccinare i cuccioli tra le 6 e le 8 settimane di vita quando il componente della parvovirosi difficilmente sarà attivo ed è molto improbabile che il cucciolo venga a contatto con il cimurro?

Troppo spesso
Nel 1996 Pfitzer ha condotto un interessante studio sul campo in cui dei cuccioli vaccinati sono stati divisi in due gruppi. Il Gruppo A ha ricevuto una singola vaccinazione a 12 settimane di vita, mentre il Gruppo B ha ricevuto un primo vaccino tra le 8 e le 10 settimane e una seconda dose a 12 settimane. Quando sono state fatte le titolazioni, il 100% dei cucciole vaccinati una sola volta a 12 settimane erano protetti, mentre solo il 94% dei cuccioli del Gruppo B erano protetti –nonostante avessero ricevuto due dosi di vaccino invece di una. Sembra chiaro che il primo vaccino può interferire con la seconda dose. Quindi vaccinare il vostro cucciolo due volte non solo raddoppia il rischio di reazioni avverse al vaccino stesso, ma sembra che questa pratica renda anche lo stesso vaccino meno efficace.
Molte persone – e anche molti veterinari –credono che sia necessario più di un vaccino per creare l’immunità in un cucciolo. Questo semplicemente non è vero. È necessario un solo vaccino sono solo per proteggere il cucciolo, ma anche per proteggerlo a vita.
Con oltre 40 anni di test dell’immunità in migliaia di cani alle spalle, il dr. Ronald Schultz è giunto a questa conclusione: “un’unica dose di vaccino per cani vivo modificato, quando inoculata a 16 settimane o oltre, darò una immunità duratura (da diversi anni fino all’intera vita) in una alta percentuale di animali.” quella percentuale molto alta si aggira intorno al 100%.
La sola ragione per cui i veterinari fanno più di una dose di vaccino è che per cercare di beccare quella piccola finestra temporale quando gli anticorpi materni sono abbastanza esigui e non possono bloccare il vaccino, ma il cucciolo è abbastanza giovane da non essere esposto ai virus dell’ambiente. Il momento in cui gli anticorpi materni per il parvovirus sono abbastanza ridotti da rendere efficace il vaccino può andare dalle 8 alle 26 settimane di vita. Quindi i veterinari vaccinano ogni due o quattro settimane in modo diligente e senza pensarci su – con un vaccino combinato, non solo per la parvo – cercando di far funzionare almeno una delle dosi.
Molti veterinari fanno un’altra dose di vaccino un anno dopo, per sicurezza.
Dopo di che, quasi tutti i veterinari fanno un altro vaccine ogni anno o ogni 3 anni – per ragioni sconosciute, visto che non c’è alcun supporto scientifico a questa pratica. Come sostiene il dr. Schultz, non c’è alcun bisogno di ripetere il vaccino una volta che il cucciolo è protetto – e se il cucciolo riceve una dose di vaccino a 16 settimane, ha un’altissima probabilità di essere protetto.

Troppo
La conseguenza di questi errori di giudizio è che i cuccioli ricevono più vaccini di quanti ne abbiano bisogno – tanti di più. Ricevono un componente del parvovirus nel loro primo vaccino polivalente quando quella parte di vaccino ha scarse possibilità di funzionare. Molti cuccioli sono protetti contro il cimurro con il primo vaccino, se esso non viene fatto troppo presto, eppure a 12/16 settimane ed oltre, cioè quando ci sarebbe bisogno solo della parvo, a molti cuccioli viene inoculato un vaccino polivalente contenente il cimurro.
Molti vaccini polivalenti per cuccioli contengono anche il componente per l’adenovirus. È stato dimostrato che l’Adenovirus sopprime il sistema immunitario per i dieci giorni seguenti la vaccinazione. Questo significa che i cuccioli che ricevono vaccini inutili non sono corrono il rischio di effetti collaterali negativi del vaccino stesso, ma sono anche esposti ad un rischio maggiore di prendere qualunque altro virus che incroci il loro cammino perché il loro sistema immunitario è stato sovraccaricato dallo stesso vaccino.
Questa non è una buona idea per un cucciolo portato in clinica per essere vaccinato, perché in questo modo esso viene esposto all’ambiente più rischioso possibile, escluso forse il canile, e il suo sistema immunitario è soppresso mentre il suo organismo si trova a dover combattere quattro, cinque o perfino sette differenti malattie, tutte nello stesso momento. Non fa meraviglia che i cuccioli possono soccombere a malattie indotte dal vaccino – il loro sistema immunitario è semplicemente sovraccarico al momento in cui essi sono esposti ad un ambiente estremamente pericoloso per un cucciolo.
L’adenovirus è una malattia dell’apparato respiratorio superiore ed è autoimmune – e scambiarlo con una protezione immunitaria proprio nel momento in cui i cuccioli hanno più bisogno di quest’ultima non sembra una buona idea. Lo stesso vale per la parainfluenza – e il coronavirus che si riscontra di solito solo nei cuccioli troppo giovani per essere vaccinati. E stiamo parlando solo del vaccino di base.
Alcuni cuccioli sono vaccinati anche con altri vaccini non di base, compreso il vaccino contro la leptospirosi che è particolarmente pericoloso. Chiaramente, i veterinari sono molto bravi a vaccinare. Il problema è che gli attuali programmi di vaccinazione dei cuccioli non conducono adeguatamente all’immunità. Pochissimi veterinari danno individuano con occhio realistico e scientifico il momento giusto per vaccinare contro il cimurro, seguito dal momento migliore per vaccinare contro il parvovirus, seguito dal chiedersi come mai si fanno vaccini contro malattie autoimmuni come il coronavirus e l’adenovirus, che in realtà sono solo pericolosi per i cuccioli troppo giovani perché il vaccino sia efficace?

Giocare a indovinello con i vaccini dei cuccioli
I vaccini possono sembrare tecnologicamente avanzati, ma quando vendo somministrati a caso e per nessuna ragione valida, nella migliore delle ipotesi sono inutili, nella peggiore, pericolosi. I produttori di vaccini lavorano costantemente per aumentare la sicurezza dei loro prodotti, ma ci sarà sempre un margine di rischio quando si iniettano prodotti farmaceutici, con le loro componenti chimiche tossiche, nei cuccioli.
Fino al possibile giorno in cui i vaccini saranno del tutto sicuri ed efficaci, ci sono due modi provati ed opportuni per ridurre il numero di vaccini non necessari ai cuccioli, riducendo così il rischio di morte o di malattia cronica dovuta ai vaccini.

Nomogrammi
Non molti anni fa, i veterinari usavano una cosa chiamata nomogramma per indicare agli allevatori il momento migliore per vaccinare i cuccioli. Il nomogramma esamina i titoli degli anticorpi della madre e determina quasi esattamente quando i suoi anticorpi svaniscono nei suoi cuccioli. L’importanza di conoscere ciò è che l’allevatore può dare il giusto vaccino al momento giusto, eliminando l’esigenza e il rischio di vaccinazioni non necessarie.
I nomogrammi sono perfetti per quegli allevatori interessati al solo uso dei vaccini monovalenti (con un solo virus), invece dei più pericolosi vaccini combinati o polivalenti. Ad esempio, il nomogramma prevedrebbe che gli anticorpi materni del cimurro svaniscono a 8 settimane, ma quelli del parvovirus potrebbero svanire intorno alla 14° settimana. L’allevatore allora vaccinerà con il giusto vaccino al momento giusto e il piano vaccinale sarebbe basato sulla scienza invece che sulla supposizione. Eppure, per qualche ragione, i nomogrammi sono caduti in disgrazia.

Titoli

Per i proprietari di cuccioli che non possono approfittare di un nomogramma, la titolazione può salvare la vita dei cuccioli e proteggere alla lunga il loro benessere. Invece di supporre se la vaccinazione sia necessaria o meno, una titolazione fatta tre settimane dopo il vaccino indicherà con la certezza del 100% se il cucciolo ha bisogno o meno di un altro vaccino.
Le titolazioni suggeriscono anche i veterinari quale sia il vaccino monovalente più sicuro. Un cucciolo può essere vaccinato ad una certa età, quando ha maggiori probabilità di rispondere positivamente al vaccino – e se tre settimane dopo torna con un titolo , significa che è protetto e molto probabilmente lo è per la vita. Se in quel momento non c’è un titolo per la parvo, può essere somministrato un vaccino monovalente e rifare la titolazione tre settimane dopo. Se il titolo è basso, può essere ripetuto il vaccino, ma se il titolo è alto, il cucciolo è protetto contro la parvovirosi, molto probabilmente a vita. E la buona notizia è che oggi esiste un nuovo test casalingo per le titolazioni.
Nonostante queste due opzioni facilmente praticabili, molti veterinari credono – e ci spingono a credere – che i cuccioli debbano essere sottoposti ad una serie di vaccinazioni. Molti veterinari comprendono le titolazioni, ma non le prospettano come un’alternativa alle vaccinazioni. Forse perché i vaccini sono economici e le titolazioni no? Non si sa se ciò equivale ad un minore profitto per i veterinari o questi ritengono che i proprietari dei cani non vogliono investire in un programma di vaccinazioni più sicuro. Le titolazioni possono essere costose, ma può esserlo anche il danno che deriva dai vaccini. Diversamente dai vaccini, le titolazioni sono completamente sicure per i cuccioli.
Inoltre, molti veterinari non vogliono avere scorte di vaccini monovalenti a causa del loro prezzo elevato. Lo scenario più comune quindi, è che i veterinari vaccinano semplicemente secondo il classico programma per cuccioli sulla mera base della consuetudine e della convenienza.
In conclusione, il miglior modo per evitare danni causati dai vaccini – e che il vostro cucciolo sia il protagonista di un’altra storia tragica – è ovviamente di non vaccinare. Questo può aumentare il rischio di una malattia acuta, ma sia gli animali domestici che quelli selvatici – così come gli uomini – sono stati esposti ai virus per anni e il sistema immunitario, quando non viene soppresso dalle vaccinazioni, dalla dieta povera, dalle tossine e dalle droghe, ha una profonda capacità di combattere l’esposizione ai virus e ai batteri. Il semplice sostegno del sistema immunitario può essere la via da percorrere per evitare malattie acute come la parvo – e di certo riduce la gravità dei sintomi.
La seconda opzione è di scegliere di vaccinare in modo accorto e con la costante consapevolezza che ogni vaccino può potenzialmente uccidere il paziente. I nomogrammi e le titolazioni sono strumenti utili che in realtà non sono così costosi nel lungo termine se paragonati ai soldi spesi dai proprietari per malattie croniche indotte dai vaccini compresi l’ipotiroidismo, attacchi epilettici, dermatiti croniche, cancro, artrite, allergie e problemi gastrointestinali, ma che di certo non si limitano a queste. Sotto molti aspetti esse sono una assicurazione molto economica.
La scelta peggiore è quella di non fare niente di diverso e di vaccinare a caso i cuccioli ogni due/quattro settimane con vaccini polivalenti. Molti veterinari non riescono a vedere la relazione tra le malattie croniche debilitanti e il vaccinare ad oltranza, quindi a meno che la testa del cucciolo non si gonfi come un pallone immediatamente dopo la vaccinazione, i veterinari sono riluttanti a dare la colpa ai vaccini per le reazioni avverse che il Dr. Schultz ha identificato.
È importante comprendere che noi proprietari possiamo aprire gli occhi dei veterinari su programmi di vaccinazione per cuccioli più efficaci e sicuri pagando per le titolazioni e investendo in vaccini monovalenti – anche se questo significherà dover comprare un’intera scatola di vaccini per un cucciolo solo. Ci sono buone probabilità che quella scatola di vaccini monovalenti scomparirà, una fiala alla volta, e ciascuna fiala usata significa un cucciolo in meno potenzialmente danneggiato da vaccinazioni inutili e somministrate senza criteri

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